
Il mullet versione 2026 non assomiglia più a quello degli anni ’80. La pettinatura mullet richiesta in salone ha preso una direzione verso tagli precisi, testurizzati, spesso unisex, che variano a seconda della morfologia del viso e della texture dei capelli. Piuttosto che elencare tutte le possibili varianti, questo articolo confronta le varianti più richieste quest’anno, il loro livello di difficoltà tecnica e la loro compatibilità con diversi tipi di capelli.
Chillet, mullet moderno e wolf cut: tabella comparativa dei tagli salone 2026
Tre tagli concentrano la maggior parte delle richieste relative al mullet in salone quest’anno. Le loro differenze tecniche sono nette, ma spesso mal comprese dai clienti che arrivano con una foto di Pinterest senza sapere quale stiano realmente chiedendo.
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| Variante | Contrasto davanti/retro | Volume sui lati | Texture dominante | Profilo tipo |
|---|---|---|---|---|
| Chillet | Basso (transizione dolce) | Poco volume, strati sottili | Movimento naturale, finitura lucida | Capelli lisci, ondulati o ricci |
| Mullet moderno | Moderato (degradé marcato) | Volume controllato | Texturizzazione netta, sfilatura | Visi ovali, capelli mediamente spessi |
| Wolf cut | Forte (strati molto contrastati) | Volume importante | Ricci o onde lavorate | Capelli spessi, ricci |
Il chillet ammorbidisce il mullet classico riducendo i contrasti tra la parte superiore e la nuca. Popolarizzato da Jacob Elordi, Jeremy Allen White o Patrick Schwarzenegger, si orienta verso un risultato portabile nella vita quotidiana. La nuca rimane lunga, ma gli strati sono sottili e il movimento sulla parte superiore appare naturale.
Il mullet moderno conserva un degradé più pronunciato. Funziona particolarmente bene sui visi ovali quando è testurizzato con cura. Il wolf cut, invece, spinge il contrasto al massimo con strati molto marcati che creano volume, particolarmente adatto ai capelli spessi o ricci.
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Mullet uomo e mullet donna nel 2026: differenze tecniche che si riducono
Il mullet 2026 è diventato uno dei tagli più richiesti in versione unisex. Si trova la stessa pettinatura su atleti, creatori di contenuti e profili generazionali molto vari. La distinzione uomo/donna si attenua a favore della texture dei capelli.
In pratica, la tecnica di taglio differisce poco tra un mullet uomo e un mullet donna della stessa lunghezza. Ciò che cambia è il lavoro di rifinitura.
- Su capelli fini e lisci, il parrucchiere privilegia una sfilatura leggera sulla nuca per evitare l’effetto “coda di topo”, indipendentemente dalla morfologia del cliente
- Su capelli spessi o ricci, gli strati sono più distanziati e il volume è distribuito sulla parte superiore per strutturare la silhouette del taglio
- Su capelli ondulati, il chillet si impone come la variante più versatile, con un degradé dolce che lascia le ondulazioni lavorare da sole
Lo stile non è più confinato a un’estetica rock o punk. Profili molto distanti da questo registro adottano il taglio, comprese persone di oltre cinquanta anni che chiedono un mullet moderno discreto, testurizzato e facile da mantenere.
Morfoogia del viso e scelta della variante mullet
La maggior parte delle guide sui capelli mullet trascura un parametro che condiziona però il risultato: la forma del viso. Uno stesso taglio mullet può strutturare un viso ovale e sbilanciare un viso rotondo se il volume è mal posizionato.
Viso ovale e mullet testurizzato
Il viso ovale rimane il più compatibile con il mullet in tutte le sue forme. Il mullet testurizzato con degradé moderato funziona senza correzioni particolari. Il parrucchiere può concentrarsi sulla texture piuttosto che sulla compensazione delle proporzioni.
Viso rotondo o quadrato: regolare il volume
Per un viso rotondo, il volume deve rimanere sulla parte superiore e assottigliarsi sui lati. Il chillet, con i suoi strati sottili e il suo basso volume laterale, è più adatto di un wolf cut che aggiungerebbe larghezza. Per un viso quadrato, un degradé più lungo sulla nuca può allungare visivamente la silhouette.
La forma del viso determina la variante, non il contrario. Arrivare in salone con una foto senza tenere conto della propria morfologia rimane la prima causa di delusione su questo tipo di taglio.

Manutenzione del mullet in salone: frequenza di taglio e prodotti adatti
Il mullet richiede una manutenzione più regolare rispetto a un taglio classico. La ragione è meccanica: il contrasto tra zone corte e zone lunghe si sfuma man mano che i capelli crescono uniformemente.
Per un mullet moderno o un chillet, una ritocco ogni quattro-sei settimane mantiene la struttura del degradé. Oltre, gli strati perdono la loro definizione e il taglio assomiglia a un compromesso non intenzionale.
In termini di styling quotidiano, il carico rimane leggero. I prodotti testurizzanti (spray salino, pasta opaca) sono sufficienti per mantenere il movimento su capelli lisci o ondulati. Su capelli ricci, un leave-in leggero preserva la definizione dei ricci senza appesantire la nuca.
Il parrucchiere gioca anche un ruolo al momento del taglio iniziale: una buona sfilatura riduce la necessità di styling quotidiano. Un mullet ben tagliato non dovrebbe richiedere più di due minuti di messa in forma al mattino.
Il mullet 2026 si basa su un paradosso tecnico: più il taglio appare rilassato, maggiore deve essere la precisione del degradé e della testurizzazione. È questo lavoro in salone, non lo stile scelto su uno schermo, a fare la differenza tra un look curato e un taglio che invecchia male in tre settimane.